venerdì, 29 febbraio 2008
E ci risiamo! Ennesima prova della malafede dei giornalisti e della collusione tra informazione e politica. Vi riporto un esempio fresco fresco di cronaca e in questo caso la connivenza è con un partito di destra, ma la questione è bipartisan (basta leggere l'Unità per accorgersene o anche stare un attimo più in campana senza prendere per oro colato tutto quello che i giornalisti, manovrati dai politici, ci propinano).
Dal Blog di "Le Scienze"

I professionisti della disinformazione

Per chi non se ne fosse accorto, e saranno in tanti, oggi “Libero” ritorna sulla tristissima vicenda delle critiche dell’onorevole Gabriella Carlucci alla nomina di Luciano Maiani alla presidenza del CNR. Ci ritorna non per scusarsi di aver pubblicato notizie patentemente smentite dai fatti e dai diretti interessati ovvero David Cline e Sheldon Glashow (chi non ha seguito la vicenda da vicino trova tutto in questi post: Il Paese dei Governi caduti, Nell’interesse del paese, La soubrette e lo scienziato, La versione di Cline), ma per avallare una volta di più le parole dell’onorevole. In aggiunta pubblica una lettera di Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che ribadisce gli attacchi a Maiani con le stesse modalità e gli stessi contenuti già ampiamente smentiti. Poi, in verità, viene fuori l’unica obiezione con un contenuto: Maiani, sostiene Carlucci, “è troppo vicino a Mussi”. E non si tratta dell’iniziale sull’elenco del telefono, ma di una presunta vicinanza politica.
Non c’è più molto da dire su quello che non è il “caso Maiani”, se non correggere qualche altra affermazione bizzarra.

Si dice, infatti, che per la nomina è stato fatto un bando pubblico. Non ci risulta. La nomina è governativa, e il ministro Mussi (tocca pure difenderlo, dopo due anni di insufficienze in pagella) si è avvalso di un comitato di esperti internazionali di altissimo livello per una consulenza sulla nomina. L’avesse fatto anche chi l’ha preceduto, cioè la signora Moratti, forse avrebbe risparmiato al CNR anni di una presidenza davvero disastrosa. Così Mussi è attaccato per essersi rivolto a degli esperti, un raro caso di serietà in Italia.

Poi, giusto per tornare ai fatti. Maiani è nuovamente attaccato per l’aumento delle previsioni di spesa su LHC. Ridicolo. Semplicemente ridicolo. Perché LHC, un oggetto di proporzioni enormi, fatto di soli prototipi, una macchina spaventosamente immensa e bellissima (la scoprirete in un dossier di 30 pagine su “Le Scienze” di aprile) ha avuto in corso d’opera un adeguamento di spesa simile a quello che aveva avuto l’acceleratore precedente, LEP. Costi lievitati, dicono i detrattori. I costi lievitati erano, per esempio, quelli di SSC, il super acceleratore che volevano costruire i fisici statunitensi, e che il Congresso ha chiuso perché non si sapeva quanto diavolo sarebbe venuto a costare. Questo è un grave sforamento di spesa… Tanto più che l’onorevole dovrebbe sapere bene che qualsiasi dannata opera pubblica italiana viene a costare spropositi in più delle previsioni di spesa. Data l’infinità di precedenti di questo genere, onorevole Carlucci, dovremmo mandare a casa tutti i politici italiani (lei compresa)? Perché le autostrade che approvano, i tunnel, i porti, gli aeroporti, costano tutti molto di più del previsto, sa? Il che fa sospettare che, da più di mezzo secolo, siamo governati da una classe dirigente incapace, incompetente e presuntuosa.

Quanto al valore scientifico di Maiani, alla Carlucci ha già risposto Sheldon Glashow, che a metà marzo sarà a Roma, ospite del Festival della matematica. Chissà se l’onorevole soubrette vorrà andare a congratularsi con lui per le sue straordinarie scoperte e ad accertarsi che Maiani abbia davvero capito il modello standard della fisica delle particelle…

Mi restano, a questo punto, alcune domande che non hanno risposta. Perché Enzo Boschi, uno scienziato importante e stimato, si presta a questo attacco senza ragione? Perché la signora Carlucci non si dedica con maggiore profitto alla sua campagna elettorale, e al mondo dello spettacolo, di cui certo conosce più a fondo la realtà? E, domanda delle domande, chi c’è dietro tutto questo?

P.S. “Libero” insiste, dando un quadro parziale dell’informazione. Che è come non dare informazione. Sono omesse, naturalmente, le risposte pesantissime, nei contenuti, che Glashow ha inviato all’onorevole Carlucci. Glashow ha smentito ogni sua affermazione nella forma e nella sostanza. Ma non è citato. Non compare. Glashow ha detto chiaro e tondo all’onorevole che gettare fango su uno dei più illustri scienziati italiani è il modo migliore per rendere un pessimo servizio alla scienza del nostro paese. Ma “Libero” non lo dice. Anzi, sembra voler continuare a sostenerne la crociata. Rendendo un pessimo servizio all’informazione del nostro paese.

 

Giusto per fare un confronto con l'informazione negli altri Paesi del Mondo citerei l'esempio USA, qui descritto da Giovanni De Mauro, citato, in un altro articolo di Marco Cattaneo


Il senso dell’informazione (scientifica e non)

Dato che in un altro post si discute della qualità dell’informazione, mi pare istruttutivo sottolineare l’editoriale di Giovanni De Mauro su Internazionale di questa settimana, che riporto per intero:

“Leggere il New Yorker è un piacere, lavorare per loro un incubo”, racconta Nick Hornby. “Hanno quella mania così americana di verificare ogni dettaglio. Quando gli mandi un articolo, poi devi aspettare tre settimane prima di avere una risposta che, per l’ora di New York, ti rovina la serata. Una volta mi hanno chiamato in piena notte per controllare le parole di una canzone. Non si fidavano della mia trascrizione. Alla fine ho dovuto avvicinare il telefono alle casse dello stereo per fargli ascoltare il cd”. Il New Yorker ha una squadra di venti fact checker, tutti sotto i trent’anni, che controllano ogni singola informazione contenuta negli articoli del settimanale. Controllano pure i fumetti e le poesie inedite. Non solo: richiamano tutte le persone intervistate, comprese le fonti anonime, come quelle citate da Seymour Hersh nella sua nuova inchiesta che pubblichiamo in questo numero. “Con i fact checker dormo meglio la notte”, ha detto David Remnick, il direttore del New Yorker.

Ciò non ha impedito al New Yorker, mi suggerisce un collega attento, di scrivere che il governo Berlusconi in Italia si era concluso nel 2005. E pensare che lo sapeva persino Wikipedia… D’altra parte, errare humanum.
Non si può trascurare, invece, il principio. I fact checker sono un’istituzione nel giornalismo anglosassone (ce li ha anche Scientific American, e ne ho fatto le spese personalmente, un paio di volte che ho scritto per loro). Sono i garanti della fondatezza dell’informazione. Sono quelli per cui posso comprare un giornale e dire: “I fatti che leggo qui sopra sono stati verificati da qualcuno. Sono fatti. Sono informazioni”. Il resto sono opinioni, e da adulto vaccinato, dotato del senso critico che mi garantiscono la mia formazione e la mia esperienza, posso farmi un’idea personale, o condividere il punto di vista di altri.
Se nei giornali italiani ci fossero i fact checker, molti di essi andrebbero in edicola con almeno una ventina di pagine bianche.

A parziale consolazione, mi salta all’occhio la meravigliosa citazione di Aldous Huxley che apre il libro di Sean Carroll Al di là di ogni ragionevole dubbio, in uscita per Codice Edizioni: “I fatti non smettono di essere reali perché vengono ignorati”

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venerdì, 29 febbraio 2008
“La castità è quella virtù che i preti si tramandano di padre in figlio"
Danilo Arlenghi
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giovedì, 28 febbraio 2008


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martedì, 26 febbraio 2008


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sabato, 23 febbraio 2008
Da quanto ho copiaincollato nel post dell'11-02-2008 si capisce che non mi piacciono gli idoli e un sistema basato sulla "Cultura dei Personaggi". Beppe Grillo in primis. Due anni fa seguivo molto il suo blog, ma da quando è diventato il personaggio che è ora ho smesso. Però Grillo porta avanti delle battaglie importanti (come potrete notare dai banner che ho messo in basso nella barra qui a sinistra) e assolutamente sensate che ogni singolo dovrebbe fare proprie. Una di queste è quella contro "La Casta dei giornali". La gente che guarda i TG prende per oro colato tutto ciò che annunciano i giornalisti, a loro volta indottrinati dai politici: avere il controllo dei mass media vuol dire avere il controllo della gente!
Qui di seguito riporto una vicenda emblematica di come si crea una notizia e di quanto possa essere aleatoria la notizia stessa (e al tempo stesso questa vicenda rivela l'attendibilità del famoso sito antibufala http://attivissimo.blogspot.com )

IL FATTO - DISINFORMATICO - 17.2.08

Caccia alla hostess spogliarellista, piloti aiutatemi!

Antibufala: il video della hostess che si spoglia in cabina


Sta spopolando in Rete ormai da qualche settimana un video nel quale una persona che a giudicare dai vestiti sembra essere una hostess si spoglia in modo ammiccante di fronte ai colleghi e alle colleghe dentro una cabina di pilotaggio di un aereo. Ne ha parlato Repubblica, e il video in questione è stato mostrato anche a Le Iene, che ipotizza che si tratti di marketing virale per vendere lingerie.

Grazie della hostess a parte, la cosa interessante e comica è che la storia si è trasformata man mano in una bufala di una bufala. Infatti inizialmente i media ne hanno parlato (immancabilmente con dovizia di immagini e di ironica indignazione) spacciandola per una ripresa autentica fatta a bordo di un aereo e facendo anche il nome della compagnia probabilmente coinvolta (Air Outre Mer, secondo il Corriere), indicando la rotta (verso Londra, secondo Repubblica) e parlando di inchiesta interna alla compagnia già in corso.

Poi è intervenuto Tuttoscemo.com, che ha ripubblicato il video
dicendo che in realtà il filmato era stato girato su un set cinematografico e proveniva da un film osé, Sex on a Plane, di cui mostrava anche la confezione: qui accanto vedete un fotogramma del suo contro-video.

A questo punto i media hanno fatto dietrofront e si sono fiondati a dire che avevano sospettato sin dall'inizio il trucco (Tiscali) o che non importava se non avevano controllato l'autenticità della notizia, l'importante era aver strappato un sorriso alla gente (TGcom).

Ma come stanno realmente le cose? Da quello che ho scoperto fin qui, pare proprio che si tratti di una doppia bufala: il filmato sarebbe in realtà autentico, lo sbufalamento di Tuttoscemo sarebbe un falso, e le ritrattazioni dei media sarebbero un'ulteriore prova della loro incapacità di fare controlli prima di pubblicare. Ma l'indagine è ancora aperta e se volete darmi una mano siete i benvenuti. Ecco quello che ho scoperto fin qui.

Il video, senza scritte aggiunte da varie testate, è su Youporn.com (attenzione: sito non adatto a tutti) dal 30 gennaio scorso a questo link: http://youporn.com/watch/132855 .
Ecco alcuni fotogrammi, non salaci ma utili per ricostruire la plausibilità e l'attribuzione del filmato.

Si vede il tipo di strumentazione e si notano (se non erro) quattro leve di comando dei motori, per cui si dovrebbe trattare di un quadrimotore e di tipo decisamente moderno.

Qui si vedono chiaramente la divisa e il volto del pilota. La forma dei finestrini dovrebbe permettere di riconoscere il modello di aereo.


Un dettaglio della hostess disinvolta e dei colori del suo foulard, che fa parte della divisa. Di quale compagnia?


Un altro dettaglio della divisa della hostess. Sopra questa camicetta c'è una giacca apparentemente di colore blu, come si vede qui sotto.



L'origine della notizia sembra essere il Daily Mail inglese, non certo noto per la scientificità dei suoi articoli, che ne ha parlato l'1/2/2008.

L'ipotesi che si tratti di uno spezzone di un film osé sembra altamente improbabile. Troppo rumore ambiente in cabina, troppo realismo, troppi atteggiamenti esitanti e troppo soft per essere un DVD a luci rosse. Inoltre i cultori del genere mi dicono che il DVD presentato da Tuttoscemo non risulta in nessun catalogo. La copertina, non particolarmente sofisticata, potrebbe anche essere stata autoprodotta per creare una burla mediatica.

Anche l'ipotesi di marketing virale sembra poco plausibile: non è indicato il nome della marca di lingerie, e pare difficile andare in un negozio e chiedere alla commessa "vorrei il reggiseno della hostess di Youtube".

Quanto è plausibile l'attribuzione del video a un equipaggio della Air Outre Mer? Secondo Wikipedia, la compagnia francese Air Outre Mer cessò l'attività nel 2001 e disponeva di McDonnell Douglas DC-10-30 e MD-83, Airbus A340-200 e 300, e Boeing 737-500. L'equipaggio parla francese, coerentemente con l'attribuzione alla AOM.

Se la mia identificazione di quattro leve di comando motori è esatta, l'aereo nel video non può essere un DC-10 (trimotore), un MD-830 o un Boeing 737 (entrambi bimotori). Resta solo l'Airbus A340, che è un quadrimotore e ha la forma giusta dei finestrini: quello posteriore è quadrato con un angolo tagliato, come si vede nella foto all'inizio dell'articolo e in quella qui accanto, tratta da Airliners.net. Quindi anche questo dettaglio sarebbe coerente con l'appartenenza alla Air Outre Mer dell'equipaggio.

Troppi dettagli sofisticati per essere una messinscena da film porno o da spot virale, insomma: si tratterebbe dunque con tutta probabilità di un video autentico. Cosa relativamente irrilevante in sé, visto che si tratta di adulti consenzienti e che il pilota automatico notoriamente consente queste ed altre distrazioni durante la crociera, ma interessante per il modo in cui i media hanno reagito prendendo per buono lo "sbufalamento" fatto da un sito che non offre particolari credenziali di serietà.

La rivendicazione fatta da Tuttoscemo sarebbe sbufalabile definitivamente recuperando un'immagine della divisa delle hostess della Air Outre Mer oppure confermabile reperendo una copia del DVD Sex on a Plane. Se qualcuno riesce a recuperare questo materiale o è nel settore e può darmi conferme o smentite, mi contatti.

AGGIORNAMENTO


L'attribuzione alla AOM sembra altamente improbabile. Come notato nei commenti, il sito Uniformfreak.com mostra le uniformi delle hostess della Air Outre Mer nella sua collezione, ma non corrispondono a quelle indossate nel video. Il gestore del sito, Cliff, mi ha detto che indagherà e che secondo lui si tratta comunque di una linea aerea francese, perché a suo dire solo i piloti francesi indossano le ali sul lato destro.

Un lettore, Fabrizio, ha inoltre scovato un sito con foto del personale della AOM, e anche qui la divisa delle hostess non corrisponde a quella del video, come si può vedere per esempio in questa foto o in questa e questa.

Il mistero s'infittisce! Ci saranno aggiornamenti massicci nella puntata di domattina del Disinformatico radiofonico.


MORALE DELLA STORIA - DISINFORMATICO - 19.2.08

Hostess spogliarellista: video autentico, identificata la compagnia

Bufala, antibufala e controbufala: il video della hostess diventa una lezione di media


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di "olavlalla" e "puppi5". L'articolo è stato aggiotnato dopo la pubblicazione iniziale.

Nuovi sviluppi nella storia del famosissimo video in cui una hostess si spoglia e mostra le sue grazie nella cabina di pilotaggio di un aereo di linea. Lasciando da parte le considerazioni pruriginose, la vicenda (già descritta qui) è diventata un'affascinante dimostrazione di quanto sia potente l'intelligenza collettiva di Internet (ma solo quando si applica) e di quanto i media tradizionali siano superficiali nel raccogliere le notizie e anche nel raccogliere le smentite.

Mi ha scritto l'autore del sito Tuttoscemo.com, quello che lanciò la smentita (data per buona da tutti i giornali e telegiornali) del video pubblicando un controfilmato nel quale diceva che era una messinscena tratta da un DVD porno, di cui mostrava anche la copertina.

Ma in realtà la messinscena era quella di Tuttoscemo.com, pensata per burlarsi dei media. Tuttoscemo, racconta, si era accorto che il filmato presentato come scoop dai giornali inglesi proveniva in realtà da Internet. Quando la notizia ha iniziato a montare nei media italiani, arricchendosi di particolari inventati di sana pianta (il nome della compagnia aerea, il licenziamento dei piloti), assumendo proporzioni ridicole, Tuttoscemo ha fabbricato la copertina di Sex on a plane (citazione intenzionale di Snakes on a plane) e ha girato il video in cui ha affermato che le immagini della hostess erano tratte da un film hard. E i media hanno abboccato, bevendosi la falsa smentita.

La ragione del suo gesto? "Il motivo principale era confermare quello che sospetto da tempo: l’informazione italiana funziona per copia/incolla, le notizie rimbalzano da una fonte all’altra con superficialità e senza la minima verifica delle fonti." E anche farsi un po' di pubblicità, ammette candidamente: "E’ normale che volessi anche portare gente sul mio sito, non ci vedo nulla di male, dietro all’80% di quello che gira in rete c’è un marchio, un servizio, un sito".

Che si trattasse di un tranello era abbastanza chiaro persino nei dialoghi del contro-video, che avvisava “Per la prossima volta vi consiglio di verificare le fonti”. Inoltre "la descrizione del video su YT e liberovideo era chiara: '…questo si che è un vero fake'". Infatti, dice Tuttoscemo, nessuno lo ha contattato per verificare la sua affermazione, ma alcuni giornalisti gli hanno chiesto il DVD per motivi puramente scenografici. Un solo giornalista si è dato da fare per rintracciarlo e Tuttoscemo gli ha raccontato la verità, "verità che avrei raccontato a chiunque mi avesse approcciato in modo professionale".

Mizioblog ha una bella compilation delle ritrattazioni dei principali media e una divertente intervista-confessione a Tuttoscemo; Libero ha altri dettagli sulla vicenda. Il DVD non esiste, quindi non chiedetegli dove ordinarlo.

A caccia di Stephanie


Neanche Tuttoscemo sa se il video è autentico o meno: "Probabilmente sì, anche se le inquadrature indugiano troppo sull’intimo", tanto da fargli sospettare un marketing virale. E qui inizia il bello dell'indagine via Internet.

Grazie al fiuto e all'esperienza di numerosissimi lettori (troppi per citarli tutti qui, ma una menzione speciale va a Sciamano), posso dire con sicurezza più che ragionevole che il video è autentico, è stato effettivamente girato in volo su un aereo di linea Airbus A340, e che la compagnia aerea coinvolta non è la Air Outre Mer, come è stato scritto da alcune fonti, ma con tutta probabilità la defunta Air Lib, come risulta da queste foto della camicetta (qui accanto), del foulard e della livrea degli aerei. E chissà se in questa serie di foto o in questa del personale di Air Lib si annida Stephanie (è questa?).

L'identificazione con la Air Lib è ulteriormente rafforzata da questo servizio della rivista francese VSD pubblicato nel 2003, nel quale lo sconsolato personale (anche maschile) della compagnia posa quasi senza veli; per vedere le altre pagine del servizio è sufficiente cambiare l'ultima cifra in fondo al link. Una delle hostess indossa la divisa (qui accanto), che risulta decisamente compatibile con quella di Stephanie nel video tanto contemplato.

Ahimè la compania Air Lib è stata liquidata appunto a febbraio del 2003, per cui il video risale ad almeno cinque anni fa. Impossibile, quindi, prenotare un volo con questa compagnia nella speranza di incontrare la graziosa assistente di volo. Ma la messe di dati emersa grazie alla collaborazione dei lettori dimostra che Internet è uno strumento di ricerca davvero potente. Se solo i giornalisti dei media tradizionali imparassero a usarlo, ci risparmieremmo molte bufale di tutti i generi.

Comunque sia, l'indagine, con l'aiuto di alcuni amici dalle zanne molto lunghe, prosegue: che fine ha fatto Stephanie?


Se leggi qui probabilmente hai letto tutto il post fino alla fine (complimenti a te che non c'hai un cazzo da fare :p). Comunque questa storiella dovrebbe far riflettere...

P.S.= tuttoscemo.com s'è guadagnato di diritto un posto tra i miei link preferiti accanto a mailofday.it